Latito, lo so

Sono tornata ieri dalla trasferta lavorativa.

Trasferta andata bene, lavorato tanto, interagito tanto, e sul lato umano: parlato tanto, riso tanto, bevuto tanto, mangiato divinamente.

Ho rivisto i miei ex-colleghi ora in Europa, il mio ex-capo (ma sempre il mio capo… insomma, capisco benissimo questa cosa del maestro che indirizza l’allievo nel mestiere, come al tempo dei grandi pittori), un caro amico e collaboratore e la di lui moglie…

Ho conosciuto di persona un prof con cui abbiamo collaborato ed un altro di cui mi sono studiata gli articoli per fare quello che ho fatto. Entrambi tedeschi, uno molto “old style”, con una figlia splendida, pareva una modella, ma anche lei scienziata (e non storcete il naso, non è raccomandata, è brava… figlia di tale padre), l’altro prototipo del tedesco che va in montagna a camminare, un tipo molto acuto e preparato nel suo campo e allo stesso tempo estremamente gentile e affabile.

L’organizzazione della conferenza è stata esemplare. Molto alto il livello degli interventi. Tante cose mi resteranno in mente, non le scrivo qui che non è il caso… ma pensarci mi fa sorridere.

Come tutte le volte che non mi aspetto niente o prevedo disastri anche stavolta è successa una cosa che mi ha letteralmente lasciato senza parole. O meglio, le parole ce le ho e ne scrivo tante, solo che ancora non capisco com’è che è successo. Decisamente ci sono meccanismi nella mente e nei comportamenti umani che sono un grande mistero (chissà se si troverà mai come funziona davvero).

Questo è l’unico accenno che ne farò in queste pagine… è una cosa che mi fa sentire bene e mi è di sprone per cambiare in meglio le mie abitudini… vediamo. La vita va sempre come vuole, a volte ci sono fluttuazioni statistiche che ti mettono di buon umore, e questa pare una di quelle…

Buona domenica.

 

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