Sabato, pigro, soleggiato, ventilato

Stamani siamo andati con i bimbi a far visita al cimitero. I miei morti sono tutti qui, ci sono i miei nonni, bisnonni, zii, prozii… mio padre, la mia maestra delle elementari.

Siamo passati a far visita a tutti, poco prima di mezzogiorno, il sole a picco e brillantissimo, il cielo azzurro intenso, l’aria mossa dal vento portato dalle piogge dei giorni precedenti…

Abbiamo portato acqua ai fiori e sistemato le piante cadute per via del fortunale di due giorni fa. Al solito, ho ricordato loro le storie di ognuno…

Non c’era nessuno in giro vista l’ora e il sole. Un cimitero di campagna, regno di quiete, immerso nel verde e nel canto delle cicale che sale altissimo. Ieri sera, al ritorno dal nostro giro in bici sull’argine (era quasi buio) le lucine votive lo illuminavano fiocamente.

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Stamani sono andata a correre. C’era vento e mi sono messa la giacca della tuta… ho sudato poco, visto il vento…

C’era un bel fresco e ho fatto quanto mi ero ripromessa di fare, senza prendermi pause. Sono secoli che non corro ma non mangio troppo ultimamente, e mi sento leggera. Le gambe e il fiato hanno retto. Domani torno.

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Contro ogni aspettativa plausibile, la felicità di base perdura. Almeno per ora…

Avevo quasi dimenticato (o forse non avevo mai saputo) com’era sentirsi nel modo in cui mi sento adesso.

E non so se è perché io sono più vecchia e so apprezzare quanto mi arriva, o se sto prendendo un granchio colossale, o se è solo che sono stata abbastanza bastonata negli ultimi anni, e mi attacco a qualsiasi cosa…

…l’ultima delle tre l’ho esclusa. Perché, a dire il vero, non mi attacco a qualsiasi cosa.

Tra le prime due non so dire. Lo dirà il tempo. La sensazione attuale è quella di essere fortunata al limite dell’incredibile… già questo è sufficiente. Il resto, è un di più, come mi scrive qualcuno…

Figli e nipoti

Temporale, oggi, leggero rinfresco…

Figli e nipoti che giocano insieme fuori.

Io che siedo al tavolo di lavoro, lavoro e sogno.

Ho battuto la fiacca finora, tanto è ancora da fare…

Ho alcune parole tatuate nel cuore. Belle, magnifiche, carissime parole. La mente corre e non sa, in realtà, cosa può portare il domani. Corre e corre, che non riesce a stare ferma, anche se corre in un cammino più determinato di prima. Complicato, ma più chiaro adesso. Mi accorgo di amare la certezza di sapere, delle molte variabili da determinare determinate, delle risposte che non deludono, di qualcosa di prezioso qualunque direzione prenda.

 

 

Non scrivo perché…

…non ho tempo, principalmente, presa come sono tra bimbi e lavoro e parenti italiani e caldo afoso e piscina il pomeriggio tardo…

Inoltre conta il fatto di non avere una connessione stabilissima.

Inoltre, sì, la ragione principale per cui non scrivo è che sono felice, in un certo senso.

Una sorta di felicità costante, inaspettata, cui mi riesce difficile abituarmi ma che mi fa sentire bene… almeno, così mi pare. Spero tanto di non sbagliarmi e che duri questo stato di grazia…

In effetti, da che interagisco con mondo dei blog, c’è una sorta di correlazione tra mio stress e frequenza di post sul mio blog. È innegabile, se mi sento stressata/infelice/inadeguata sento di più il bisogno di scrivere e sfogarmi.

Quindi, lo so, sono proprio stronza a usare questo strumento a questo modo, ma per me è  così, principalmente mi sfogo… e se le frustrazioni sono meno, non scrivo.

Quindi, da una parte, gioite per me che non scrivo! 🙂