Quando si dice

Una settimana con dentro di tutto.

Dalla gioia profonda, dal sentirsi carichi e decisi, al sentirsi incapaci e vecchi, al riacquistare l’ottimismo, al commuoversi per celebrazioni che nemmeno sono le mie, ma, in parte, comincio a farle mie… non preciso oltre, difficile da spiegare. Io so.

E, ovviamente, certe notizie che non vorresti mai sentire.

Una ragazzina è morta martedì. Aveva 16 anni. Morta di malattia… non la conoscevo ma era alla scuola di mia figlia. Venerdì, nella lettera settimanale, c’era la sua foto… una bella ragazza, al tempo della foto sana e felice, radiosa. Un sorriso pieno e aperto, un volto splendido. In tenuta sportiva (pallavolo? basket?).

Ho pensato a quei genitori (tra l’altro, grosso modo colleghi, anche se non li conosco… ma lavoriamo nello stesso posto). Come si può passare indenni la morte di una figlia? Non si può, ecco. Auguro loro tanta, tantissima forza. Per passare questo brutto momento…

Mi hanno detto che tutta la scuola piangeva, martedì. Ovviamente sono andati al funerale, quelli della High School. Da piccola, c’è stato un ragazzo che è morto al mio paese e io ricordo chiaramente che non faceva troppa differenza per me… sapevo chi era, sapevo che era malato, ma non sapevo cosa volesse dire.

Ora, anche se non ho pianto, chiaramente so cosa può significare una tale cosa per un genitore…

E, ad aggiungere ulteriore sofferenza, ieri è morto il nonno paterno di quella ragazza. Non è scritto il motivo, ma io penso che il suo cuore non abbia retto, per la morte di sua nipote.

A volte mi trovo in mezzo al tutto, a considerare le varie miserie del mondo, paragonarle alle mie, e, vedo, non c’è paragone.

Ieri assistevo alla recita per il 10 Novembre, e cercavo mio figlio tra i bambini seduti in platea. L’ho individuato ma lui guardava altrove. Poi, dopo l’inno nazionale, mi giro a guardarlo e vedo che mi guarda. Ci salutiamo come i gatti, con una breve chiusura di occhi. È così mio figlio, un bambino pieno di vita e sicuro di sè, “he is such a leader”, come dice la sua maestra, a volte mi arrabbio con lui per via di cose pratiche, ma quando mi guarda negli occhi e mi saluta a quel modo penso a quanto sono fortunata ad avere questo tesoro di bambino, e prego che tutto vada bene nella sua vita, che abbia anche la fortuna di non avere la sorte avversa… idem per mia figlia.

 

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