La cosa bella

1.La cosa bella della giornata di oggi è stato svegliarsi (per via della sveglia messa presto) e trovare un messaggio che non mi aspettavo.

Un video.

Lo guardo e penso, in sequenza

“Macummminchiaè???”

“?!?!”

“Abbeh, tosto il tipo… non manca di fiducia in sè”

Chiudo e penso a come rispondere…. mi ripropongo di trovare l’emoji adatto. Urlo di Munch? Faccina con occhi a cuore? No, vada per il pollice su. Della serie “Vai così, che vai bene!”

2. La cosa bella di un periodo negativo è nella sua fine. O fine apparente. E nell’improvvisa dose di novità che ti investe. Fino al prossimo momento negativo, almeno.

3. La cosa bella è pensare che le cose, a volte, paiono fuori dagli schemi. Da una parte, vedo una sorta di atteggiamento speculare, se non mi inganno.

Ma saranno davvero fuori degli schemi?

Che oggi riflettevo riguardo ad una realizzazione di qualcosa che non è ancora certo succeda, e vagliavo le varie possibilità, quale sarebbe stata la strategia migliore. E pensavo: ma sto davvero considerando la cosa nella maniera giusta? Se fossi un osservatore esterno, non interpreterei gli eventi secondo quello che sono, a nulla sapere? Che le cose scorrono nel flusso della massima probabilità, “di solito”. Le eccezioni sono, appunto, eccezioni. Le vie di bassa probabilità sono rare, e, quando uno si arrampica sugli specchi, sta in realtà cercando di mascherare un evento ordinario da evento eccezionale.

Alla luce di ciò, tra 10 anni, penserò ancora che è davvero successo qualcosa fuori degli schemi? O è, palesemente, la norma?

Nonostante tutto, io ho preso una decisione. Che, in effetti, gli eventi esterni non sempre sono controllabili, ma, in tutto questo, l’uomo può, in piccola parte, decidere.

Quindi io ho deciso.

Non so se quelle che ho enunciato sopra siano davvero cose belle, se non mi ricrederò, e soprattutto so che starò ancora male, è connaturato al mio essere. Al fatto che uno si abitua allo status quo e vede spesso solo la derivata, e non il valore della funzione.

Altra cosa che potrei definire “bella”, ma forse dovrei definire “sorprendente”, è una corrispondenza tra quanto leggo e quanto vedo. Ma devo riflettere su questa cosa, dovrei escogitare un esperimento per verificare questa “corrispondenza”. Se da una parte mi sorprende piacevolmente, dall’altra non voglio mi vincoli.

Posso dire che le cose che mi succedono, alla fine, me le vado a cercare?

Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.

 

 

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2 thoughts on “La cosa bella”

  1. E’ sempre molto affascinante questo tuo mix di logica pura e puro istinto femminile.
    Ogni volta, mentre ti leggo, sortrido incantata per quella parte di te che mai mi è appartenuta…

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    1. Sai che non so se sono davvero logica?
      Cerco di essere ragionevole, cerco di essere responsabile, quello sì… ma invidio (in senso buono eh!) anche io chi è “fine” nell’analisi delle cose, chi è obiettivo, chi è logico. A volte penso che tendo a ingannarmi da sola, a voler vedere quello che mi fa stare bene, che si confà ai miei schemi, alle mie teorie. Non sempre mi sento obiettiva.

      Gli uomini (maschi, intendo) credo siano in genere più obiettivi. Se la raccontano meno. Non so, vorrei essere certa che posso imparare a essere come quelli tra loro che so che non si ingannano, che vedono le cose come sono.

      Ci sono un po’ di persone che conosco (qui incluse anche quelle che non ho mai incontrato, ma con cui ho avuto un fitto scambio via email) cui mi ispiro quando devo considerare una cosa. Da loro ho (penso) imparato molto…

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