Il sapore del passato (e quanto accadrà nel futuro prossimo)

Ieri notte, che mi ero appena coricata dopo la mia routine serale, sento degli strani rumori venire dalla camera dei bimbi.

Come del liquido che cade a terra e si spande… splash!

Sento che qualcuno si muove e vado a controllare: è il figlio piccolo, ormai 9 anni, che vomita sul pavimento (grazie a dio non a letto).

Come un automa vado in bagno e prendo una bacinella, gliela porgo, lo metto a sedere sul letto e lo osservo. Gli dico “Riesci ad andare in bagno?” e mi risponde “Sì”. Ce lo porto, lo metto a sedere, con la sua bella bacinella tra le mani. Gli dico “Cerca di farlo dentro se ti viene ancora da vomitare.” e lui annuisce. Io ritorno in camera a pulire la chiazza sul pavimento, vi risparmio i dettagli, comunque era, praticamente, la cena.

Penso che è un bel po’ che non capita (mia figlia stamattina mi dirà: “Io non vomito dal 2014, voglio fare un record”), il primo anno che ci siamo trasferiti è stato terribile, ogni due settimane c’era qualcuno ammalato, e o era vomito, o diarrea, o otite, o raffreddore, o febbre non meglio precisata… insomma, una catastrofe.

Come sono contenta che quei tempi sono passati…

Stanotte, dopo la prima volta, ha continuato per ben tre o quattro volte, segno che non è indigestione, ma qualche batterio/virus.

Ha bevuto qualcosa (acqua, eiskalt Wasser, loeffelweise, come diceva la pediatra dei bimbi quando ancora ero in Mitteleuropa). Ha provato a mangiare un po’ di mela grattugiata (vomitata alle 11:30). Alle 13:00 ha mangiato uno spicchio di patata lessa. Piano piano. Non ha ancora vomitato, ora dorme come un angioletto. Bene. Il sonno aiuta a guarire. Fa passare il tempo, e l’organismo si concentra sul combattere i batteri/virus.

Ovviamente non ho mancato di enunciare ai bimbi cosa si fa in questi casi (in teoria, occorre far passare 6 ore prima di mangiare, dall’ultimo episodio di vomito, inoltre cose leggere come patata lessa, riso bianco, senza olio/grassi, e bere acqua, poco a poco). Ho pensato che magari compro un po’  di vasetti per babies, e mia figlia “Per favore, comprali anche per me!!! Voglio assaggiare!!!” Se penso che quando era piccola me li sputava… oggi ne ha mangiati due, le piacciono, e mi ha detto “Per favore non dirlo a nessuno…”

Insomma, siete arrivati a leggere fin qui? Avete resistito?

Che questo era solo l’incipit.

Mentre questo succedeva, ho pensato “Per fortuna l’evento che forse si realizzerà non succederà domani sera (ovvero, questa sera, la sera di domenica), che non sarei stata in grado di esserci“.

Che forse si avvererà questa settimana.

Finché non si avvera, non ci credo.

Anche se sì, ci ricamo sopra parecchio: mi figuro possibili scenari e la possibile strategia.

Che non voglio rischiare di non prenderne parte. Non sarebbe ammissibile, da parte mia. Ma anche, non riuscirei a sopportare di non essere andata. Ovvero: se non vado, deve essere che sono moribonda, ecco. Tutte le altre cose non mi fermeranno.

Per una volta, sono lì che prego di avere un po’ di fortuna. Per una volta…

Speriamo.

 

 

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2 thoughts on “Il sapore del passato (e quanto accadrà nel futuro prossimo)”

  1. Non posso immaginare cosa sia, questa “cosa” che ti attende…ma ti penserò. 🙂
    Anche i nostri ultimi vomiti familiari risalgono a qualche anno fa. Ma non provo nessuna nostalgia 😀

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    1. Grazie per il pensiero 🙂 Vediamo, vediamo… prego che tutto vada bene.

      E per le influenze che prendono lo stomaco, nemmeno io ho nostalgia… a dire il vero, tra tutti i modi stagionali di ammalarsi, è quello che mi fa più fastidio…

      Un abbraccio!

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