È mattina

Una bufera ieri sera. 

Non atmosferica. Ma decisamente una brutta aria in casa. Non ne voglio parlare perché mi deprimo solamente a pensare con chi mi sono accompagnata. Un bambino, ecco, un bambino mai cresciuto. Che si offende non appena gli fai un’osservazione, tipo gli dici che le patate, prima di metterle a lessare, devi lavarle dalla terra di cui sono intrise (e qui, le patate, hanno un sacco di terra attorno, se le compri non sempre sono pre-lavate).

Ecco: mai mi sarei aspettata che uno non sa una cosa del genere. Uno, dico, con laurea, dottorato, etc. Non sa che le patate si lavano prima di metterle a lessare, e le butta dentro con tutta la terra.

Vabeh, basta, mi sembra talmente surreale che penso che, se mai un giorno avrò un altro compagno, gli faccio il test se sa fare tutte le cose pratiche. Altrimenti, che viva a casa sua, che cucini per sè, io e i miei bambini mangiamo quello che cucino io.

Ero così arrabbiata ieri…

…dopo che ho ricucinato cena io, li ho lasciati mangiare e me ne sono andata a fare ginnastica. Della serie: non mi ha nemmeno chiesto scusa del suo comportamento (che se ne è andato offeso, accusandomi di “aver rovinato qualcosa, di rovinare sempre tutto quando lui vuol fare qualcosa per i bambini”).

Io alla fine ho pensato “I bambini hanno la cena, adesso vado e faccio quello che avevo preventivato”.

Sono tornata, mi sono lavata, sono andata a dormire.

Quanto è bello dormire quando si è stanchi… è la parte più bella di tutti questi giorni, intendo, la parte della vita solo mia che trovo più bella, in questi giorni.

Mi ha chiesto scusa ad un certo punto durante la notte. Mi ha detto “Scusa, mi dispiace, ma prima di venire a casa anche figliagrande era irrispettosa con me, e io ero nervoso”.

Ometto, qui, il suo racconto dello scontro con figliagrande. Che a volte è irrispettosa è vero. Ma lui poi l’ha provocata, comportandosi male apposta.

Nemmeno a me piace che figliagrande mi apostrofi irrispettosamente, dopo tutto il tempo che le dedico, per non dire (per esempio) tutti i soldi spesi in biglietti aerei per permetterle di andare alle gare e di frequentare il campo estivo ora. Mi fa fastidio che non veda quanto le cerchiamo di venire incontro nelle cose che per lei sono importanti.

Ma, quando fa così, io non mi metto a fare la becera. Le dico robe tipo “Guarda che io faccio questo questo e quest’altro. Se non fosse per me, non avresti potuto essere qui/partecipare/etc. Io cerco di venire incontro ai tuoi desideri, e mi occupo dei tuoi bisogni, perché sono un tuo genitore. Tu sei figlia, e devi imparare a trattarci con rispetto. Non siamo sullo stesso piano, e finché sei sotto la tutela nostra, devi fartene una ragione di accettare le regole famigliari. E di sicuro tra i tuoi doveri c’è quello di rispettare i tuoi genitori, come tra i miei c’è quello di prendermi cura dei miei figli. Io lo faccio, a volte mettendo i miei bisogni in secondo piano. Mi aspetto di essere trattata con il dovuto rispetto.”

Non è che dopo lei subito sia un agnellino, ma di sicuro non mi metto a fare cose che la innervosiscono apposta o che la mettono in imbarazzo. Mio marito, invece, reagisce a quel modo, che secondo me è solamente contro-producente.

Non so, non so. Non so se il mio approccio va bene, io credo di sì, alla lunga, credo possa dare i suoi frutti. Le cose vanno spiegate. Se uno vuole capirle, le capisce. Mia figlia è testarda a volte, sa proprio come fare a farti arrabbiare se vuole, sa come ferirti, ma so che non è cattiva. Lo fa perché è l’età in cui si contesta, in cui ci si vuole affermare sui genitori. E secondo me il mio scopo non deve essere piegarla alla mia volontà adesso, ma farle capire che non è un atteggiamento corretto nei miei confronti.

I doveri ci sono per tutti. Più uno cresce, più crescono i doveri. Anche i diritti, ma anche i doveri. Quando un giorno sarà maggiorenne, dovrà essere indipendente come persona. L’indipendenza si costruisce via via, anche con questi contrasti. Dovrà essere in grado di discernere, e sapere cosa è bene e cosa è male, e dovrà essere in grado di dominare sè stessa.

Se un genitore non gestisce bene questi confronti, se risponde lui per primo irrispettosamente al figlio, facendo qualcosa per “vendetta” e procurare disagio apposta, allora, a mio parere, non è un buon genitore.

Mia madre e mio padre, alla fine, anche se non hanno studiato chissà che, hanno fatto un lavoro migliore con me. Io anche contestavo e mi ribellavo, ma mai mio padre mi ha voluto piegare. Magari mi urlava, e mi diceva “Non capisci niente adesso, ma un giorno capirai”. Ecco a me ribolliva il sangue quando mi diceva “Non capisci niente adesso”, ma, devo ammettere, era vero. Mio padre non era un padre perfetto, avvera i suoi difetti, a volte si arrabbiava e urlava, ma di sicuro era un uomo onesto e integro, e, soprattutto, verso di me ha sempre mostrato amore e rispetto per me, anche quando io non lo ero con lui. Per questo, per questo suo modo di fare il padre, io lo ringrazierò sempre, è stato un buon esempio.

Per questo sono così critica verso mio marito. Non vuole ricevere alcuna critica, fa il padre come lo farebbe un bambino mai cresciuto. Non va bene così. Non va assolutamente bene.

 

 

 

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4 thoughts on “È mattina”

  1. E tu brava comunque. A non farti invischiare in discussioni sterili, a giochetti non puliti (“ogni volta che cucino per i miei figli”…puzza di vittimismo).

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    1. Beh, quando è tornato a casa e poi hanno cenato (che ho aspettato tornasse), appena è entrato diciamo che gli ho detto senza mezzi termini quello che pensavo. Mi sono concentrata sul fatto in sè (il lavare le patate) e sul suo atteggiamento (invece di dire “Oh, è vero, scusa!” se ne è andato offeso… surreale, surreale!).

      Non sono stata mite… non voglio più passare sopra a certe cose. È un adulto, si prenda le sue responsabilità.
      Un tempo, l’avrei scusato, mi sarei arrampicata sugli specchi per trovare una spiegazione che lo mettesse, comunque, in buona luce.
      Ma ora non più. Non ha senso. Lui non ha rispetto per me, io invece devo averlo, per me stessa, e quindi anche lui deve soddisfare gli stessi “standard” che richiedo a me stessa. L’amore non c’è più da tempo, per i motivi noti. Almeno collabori…

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  2. Se potessi tornare indietro, forse (anzi, sicuramente?) non legheresti ancora la sua vita a quella di quest’uomo. Però adesso c’è e a meno che tu non voglia metterlo da parte, intendo separarti/divorziare, devi tenertelo. Cercando di innervosirti il meno possibile, di vivere la tua vita come se lui non potesse troppo condizionarla.

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    1. Sì. È esatto dire come scrivi: non mi legherei a lui, quello, no. Ma non posso disfare quanto fatto… i figli, sono l’unica cosa che salvo di questa unione. Loro, sono meravigliosi… come ogni bambino del resto.

      Sì, devo costruire il mio futuro senza perdere la calma, senza lasciarmi condizionare.

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