Il mio vicino di scrivania

Giorno di pause

(aspetto il risultato della simulazione)

Visto che c’è mia madre sono potuta ritornare in ufficio a lavorare.

Mi brucia lo stomaco, non riesco a mangiare niente di “comprato fuori” che non mi faccia male: troppo oleoso, troppo pesante. A casa ho bevuto una spremuta di pompelmo e acqua, con un pizzico di acqua gassata (adoro!)

Arrivo in ufficio e il mio vicino di scrivania è qui che parla amabilmente in turco una ragazza che a dire poco è bellissima: capelli neri lunghi lisci e lucidissimi, occhi scurissimi e grandi, ciglia ben disegnate, un viso ovale, leggermente affilato sul mento. Ben proporzionata nel corpo, voce gradevole. È una vera bellezza.

Lui non è un adone. Diciamo, per me l’uomo deve avere anche un viso che amo guardare… ecco, io non lo definirei bello. Il corpo non è male, so che va in palestra e lo vedo andare a nuotare, ma non direi che è un corpo atletico. Insomma, non ha difetti, ma a me non piace.

Però questa ragazza parla spessissimo con lui. Parlano fitto, non sempre capisco, ma sembrano molto amici. Non so, magari è la sua fidanzata… qui, appunto, i fidanzamenti sono ancora combinati. Lui non è turco, è iraniano. Lei non so. Comunque, parlano o turco o azero, che è molto simile… ma credo parlino turco perché io qualcosa capisco.

Insomma, per me è un mistero… però, fortunati loro. Se sono fidanzati, e si vogliono bene, e si piacciono l’un l’altro, ben per loro… è bello vedere coppie affiatate, che stanno bene insieme, che vanno d’accordo… che si scelgono. Quello che invece a me non è successo. Io non sono mai stata scelta, mai stata preferita… va beh. È andata così.

L’altra mattina ho visto un’altra coppia di studenti, erano miei studenti ben due semestri fa, ricordo erano bravi entrambi e sempre seduti insieme, addirittura a volte lui poggiava la testa sulla spalla di lei e lei lo carezzava delicatamente, durante la lezione. Io con la coda dell’occhio vedevo e un po’ ero imbarazzata, ma non ho mai detto nulla, evitavo di fissarli… perché, in effetti, erano educati e non disturbavano, oltre che stare attenti. Mi facevano tenerezza. Un anno dopo ancora insieme, mano nella mano, a passeggiare nella città nel posto dove mi trovavo, scambiandosi gesti affettuosi…

…insomma mi sono intenerita.

Un po’ mi scende la lacrimuccia che io non ho nulla di paragonabile, ma sapere che le coppie che stanno bene insieme ci sono, esistono, si scelgono e si curano l’un l’altra, coltivando il proprio amore, è rassicurante.

Non è vero che tutti tradiscono, che sono egoisti, che ciascuno pensa per sè e che ci sono solo coppie male assortite e infelici. No, ci sono anche questi fiori bellissimi…

Auguro loro di rimanere sempre così amorevoli l’uno con l’altra…

 

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2 thoughts on “Il mio vicino di scrivania”

    1. Sì, in teoria posso essere scelta o scegliere… ma al momento io non ho troppe opzioni attorno (o meglio, mi sembra di non averne davvero nessuna…)
      Quindi preferisco non scegliere nulla… un po’ mi mette a disagio la cosa, ma non ci posso fare niente.
      E comunque, so cosa vuol dire scegliere in modo sbagliato (è stato quello il mio problema di fondo: ho scelto la persona sbagliata), quindi non devo avere fretta.

      Spero solo qualcuno ci sia, per me, prima o poi… se non l’ho ancora trovato non vuol dire che non esiste..

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