Mercoledì (e figlio piccolo)

Sta arrivando l’inverno… o forse, ecco l’autunno standard cui sono stata abituata prima di arrivare qui: leggermente piovoso, grigio, coperto. Fa luce alle 7, fa buio alle 6 di sera.

Ieri sera allenamento al posto vecchio, per mio figlio. È voluto restare per parte dell’allenamento con Yildiz A, la squadra di ragazzi credo sopra i 15 anni (lui va per i 10).

Sono tutti alti e atletici, veloci sui pattini, scattanti. Un’attrattiva per mio figlio, modelli da seguire. Ci sono due ragazze, il resto maschi.

Mio figlio è turco. Cioè, non ha il passaporto, ma è turco nella sua socialità. Grazie, direte voi, è cresciuto lì…

Confesso che mi piace questo aspetto, questo suo essere “turco”. I ragazzi turchi che sono abituata a vedere sono aperti, compagnoni, simpatici, empatici, fratelli maggiori per i più piccoli, e nel contempo desiderosi di crescere e di fare parte del circolo dei maschi adulti. C’è un buon contatto tra generazioni, non sono a compartimenti stagni. Si rapportano ogni giorno con più giovani e più vecchi, bambini, adulti e anziani. Sono rispettosi verso gli anziani, amorevoli verso i bambini. I maschi non sono indifferenti ai più piccoli, giocano con loro, nè sono insofferenti con gli anziani, al contrario: si instaura, di solito, un rapporto di rispetto/affetto simile a quello tra un nonno e suo nipote, anche senza legami di parentela.

Questo, statisticamente parlando, ecco.

La Turchia è come una grande famiglia, tutti si sentono in dovere di prendersi cura (e di dire la propria opinione) a tutti. Gli anziani accudiscono i bambini, e che siano loro o che siano di altri, ne hanno la medesima cura. Ci si può fidare, se ti dicono “Non ti preoccupare, ci sto attenta io” perché è quello che succede.

Per il resto mio figlio ha una particolare inclinazione per le scienze, la tecnica, il fare pratico, il costruire, il capire il meccanismo.

Lui, davvero, capisce queste cose molto bene. Non ha la matematica per fare i conti, ma il concetto è suo, interiorizzato. Lui sa come si muove una macchina, sa cosa succede se manca l’attrito tra pneumatici e asfalto, sa come si trasmette il movimento, … per dire.

Ora che abbiamo comprato un frullatore abbastanza potente, ogni giorno mi prepara un frullato. E mi dice “Grazie che mi lasci usare il frullatore”! Ma senza secondi fini eh… lui davvero sente di ringraziarmi (diciamo, io mi sono assicurata che lo sa usare in sicurezza. Spesso ripeto le norme che gli serve sapere per usare coltelli o robe che tagliano, e elettrodomestici che sono alimentati con la corrente elettrica… lui le sa ‘ste cose, ma mi sento di assicurarmene).

Inoltre adesso ama sminuzzare le cipolle con coltellone e mezzaluna. Adora farlo. Quindi, quando ho bisogno di cipolle per cucinare, le faccio tagliare a lui, e lui mi ringrazia pure! In effetti, è molto più bravo di me, che tendo a tirar via per questioni di tempo limitato. Lui invece fa tutto ciò che è dovuto per ottenere pezzetti regolari della dimensione richiesta. Di solito, mi viene di commentare “Che perfezione!!!!” perché è vero, è proprio bravo. E anche qui mi ringrazia per lasciarlo tagliare le cipolle… beh, ecco, gli ho detto che mi sta facendo un piacere, e mi fa risparmiare tempo, quindi non è solo cosa buona per lui, ma anche per me.

L’unico neo è l’organizzazione dello studio. Deve ancora prendere bene le misure. Mia figlia, devo dire, ci ha abituati a standard altissimi. Speriamo che anche lui prenda il ritmo, che trovi il modo di sapere cosa deve fare e per quando, che pensi a fare i compiti e non solo a giocare a hockey, a Fortnight, a calcio, con i suoi amici, a fare aerei di carta con caratteristiche di volo diverse, a fare frullati e tagliare cipolle e cuocere carne…

Perché lui è questo che fa: quando è a casa, non pensa alla scuola, pensa a fare le cose che gli piacciono e basta…

Orsù, lavoro.

 

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2 thoughts on “Mercoledì (e figlio piccolo)”

    1. Sì, è una dimensione molto umana, quella che vedo. Non è esente da difetti, eh, ma di sicuro questa dimensione “corale”, di non-indifferenza, di coinvolgimento, scalda molto l’animo.

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