Di nuovo sulla bellezza, stavolta femminile

Ieri ero in uno dei shopping center di questa città, ad ora di pranzo. Shopping center che nel fine settimana vede una grande percentuale di donne col velo… non povere donne col velo, donne eleganti, ben vestite e visibilmente benestanti, ma col velo.

Ieri, in un’ora che può essere definita di pausa pranzo, col velo non se ne vedeva quasi nessuna. Invece, la percentuale di giovani donne vestite elegantemente e in modo estivo, braccia e gambe scoperte, era altissima. Impiegate, commesse, altre donne più o meno giovani ma vestite con gusto; ragazzine e ragazze e giovani universitarie vestite in modo leggero ma fine, a volte casual, a volte più elegante, mostravano una varietà di corpi e forme fresche e perfette. E non è come da noi in Italia che spesso chi si scopre lo fa spesso in modo tendente al grossolano/volgare.

Qui, ieri, nessuna era volgare. Anzi, avevano un buon gusto spiccato. Modelli classici che vanno bene sempre, colorati il giusto, nessuna sfacciataggine. Roba che uno potrebbe andare vestito a quel modo ad un colloquio di lavoro e non sfigurerebbe. Non necessariamente formale, ma decisamente non volgare. Di classe, direi.

Non sapete quanto mi abbia rinfrancato sapere che anche questo esiste qui, fuori dall’intorno in cui mi trovo.

Invece, oggi in pausa pranzo una visione un po’ così, che mi ha fatto pensare: “Io, a quel modo, non ci devo andare MAI”.

Mentre mangiavo un gelato all’ombra del solleone, ho visto passare probabilmente un’impiegata non giovanissima dell’ente. Capelli perfetti di parrucchiere, vestito di classe, ma, ahimè, troppo corto per le sue forme. Le arrivava sopra il ginocchio. Purtroppo le cosce erano un po’ gonfie e grosse. Vedere il suo aspetto mentre si allontanava non era davvero un bello spettacolo… Certo, non era offensivo del pudore, ma io non vorrei mettere in mostra a quel modo quel difetto, se lo avessi. Se l’abito fosse sceso solo giù appena oltre il ginocchio, l’aspetto sarebbe stato perfetto. Forse non si è accorta che l’abito le lasciava scoperta impietosamente la parte sopra il ginocchio…

Che dire… questo a riprova che il modo di presentarsi conta. Comincio pure io a vedere queste cose, io che notoriamente ero la figlia degenere di una sarta… mia madre quanto avrà patito a vedere che io di accostamenti e colori e moda non ci capivo nulla? Quando si dice figli che disattendono le aspettative dei genitori… mia madre non mi ha mai fatto sentire in colpa per questo, solo che non si spiegava come mai io non facessi mai attenzione agli abiti. Quando vado in Italia glielo racconto, che adesso i vestiti li guardo anch’io… mi sa che commenterà “Meglio tardi che mai!”

 

 

 

 

Ripenso ad una cosa successa

Anche se ormai risolta nel migliore dei modi, stasera mi capita di pensare com’è che, quel giorno in cui per lunghissimi 10 minuti (credo) non trovavo più mio figlio in riva al mare, poco prima di realizzare la cosa (cioè, rendermi conto che non lo trovavo) mi sono sentita “strana”.

Forse è una sensazione che ho avuto altre volte, ma che si è rafforzata e l’ho “registrata” solo perché concomitante ad un evento negativo?

Inoltre, per qualche motivo mi sentivo come se mio marito fosse arrivato a riva e stesse con lui. Invece, senza occhiali, torno al posto dov’era e non lo trovo, e mio marito torna solamente ben 5 minuti più tardi, quando avevo già dato l’allarme ai bagnini.

Preciso: era solo successo che era uscito dall’acqua ed era andato in direzione sbagliata, ed io ero senza occhiali quindi difficilmente l’avrei visto da lontano. Però a non trovarlo dopo solo un paio di minuti che ero andata a vedere come stava mia figlia ho pensato che il mare l’aveva trascinato al largo, nonostante sembrasse non avere problemi a nuotare anche dove non si tocca, ma magari si era spaventato ed era andato sotto, e… non voglio nemmeno dire che cosa ho pensato. Per fortuna no, ecco. Banalmente è uscito e andato in direzione opposta all’ombrellone, forse se l’avessi cercato subito a terra invece che cercarlo in mare l’avrei trovato senza indugio…

Comunque, dicevo, questo sentirsi “strani”. Ogni tanto mi succede.

Però non so se è solamente una sensazione che si rafforza a posteriori o se davvero c’è un “legame”. Come fare un esperimento su questa cosa? Forse dovrei segnarmi tutte le volte, indiscriminatamente, che ho strani presentimenti.

A volte invece quelli che sembrano strani sogni diventano plausibilissimi.

Prima di decidermi ad andare urgentemente dal dentista ho sognato (io che rarissimamente mi ricordo i sogni) che i denti mi si sgretolavano in bocca… sogno angosciantissimo. Quel pomeriggio, il dente dietro che dava già problemi si spezza. Penso che il sogno sia dovuto solamente alla mia fine percezione dei segnali che manda il nervo che fa capo al dente. Nessuna “premonizione”, solamente una buona percezione e una buona elaborazione neurologica dei segnali, mi verrebbe da dire… più chiaro di così.

 

 

Due link

Menstruation doesn’t change how your brain works—period

Ok, ci posso anche credere, ma come la mettiamo con la perdita massiva di sangue e la debolezza che ne deriva? Che mica stiamo parlando di una piccola perdita, nel caso mio… Il corpo ha bisogno di rimpiazzare il sangue perso, la pressione è bassa, i primi due giorni grande stanchezza e sonnolenza… però gli ormoni non influenzano le funzioni cognitive durante il ciclo.

Sugar intake during pregnancy is associated with allergy and allergic asthma in children

Porca miseria! In effetti nella gravidanza di mia figlia avevo la curva glicemica leggermente sulla soglia alta. Niente diabete, ma assorbimento anormale. Mia figlia poi ha avuto un’allergia importante che solo ora pare essere rientrata, dopo anni in cui siamo stati attenti a non darle alcun alimento contenente l’allergene. Insomma, quando si dice che bisogna stare attenti allo zucchero, che il diabete è una malattia molto grave…

Estrazione

Fu così che mi decisi e andai dal dentista.

Un dente di quelli indietrissimo, che mi faceva un fastidio pazzesco (e infiammazioni) da un po’.

Io so cosa vuol dire partorire, e ve lo dico: togliersi un dente è paragonabile. Beh, dura molto meno, ma anche coll’anestesia fa male. Credo per via delle vibrazioni che senti nell’osso.

La dentista era una tipa tosta e precisa, non si è fatta impietosire. Io, del resto, ho sopportato stoicamente quello che potevo…

Ora ho una bella settimana di antibiotici. Controllo in sette giorni.

Sto meglio, il dolore è dimenticato, e starò sicuramente meglio in seguito.

Rimane la sensazione che gli ospedali turchi siano (anche quelli privati) come una sorta di casa con le attrezzature mediche. Io voglio l’ospedale quello che sa di medicina, bianco… le infermiere che ho incontrato finora sono delle grandi. Io sopporto (ma mi intimorisce) quando si tratta di prelievi e punture. E invece… mi hanno fatto due intramuscolari e non ho sentito alcun male. L’altra volta, al prelievo del sangue, non ho sentito davvero nulla! Mentre la giovane allieva medico austriaca, illo tempore, per mettermi un ago per la flebo mi fece ben nove buchi nella mano e alla fine arrivò un’altra a farlo… un piccolo calvario.

Ora mi godo il meritato riposo.

In effetti, dovevo anche andare prima.

Mai più rimandare!!! Nemmeno una volta! Oppure si arriva a queste cose…

 

 

Dipendenze in divenire?

Ho promesso al figlio piccolo che, mentre lui era in vacanza, gli avrei curato i giochi che gli interessavano, e precisamente:

  1. Clash Royale (Istruzioni: mamma apri i chest gratis ma non fare battaglie che non sei capace!)
  2. Clash of Clans (Istruzioni: mamma fa’ Collect Money ed Elixir)
  3. Pooh, My Boo, etc: curali, falli mangiare, falli dormire, tienili contenti
  4. Pixel Gun: guarda i free chest e i pet, fai fare etch alle uova.

Risultato di questo primo round ieri sera:

Pooh lo conoscevo, My Boo è tipo Pooh ma più kawaii, non mi piace gran che, c’è anche un sacco di pubblicità dentro, bah. Comunque glieli curo. Pooh è più carino, almeno.

Pixel Gun: gli ho fatto fare un etch ad un uovo, è venuto qualche pterodattilo. Sarà contento… Comunque non mi piace per niente. A lui piace perché è un gioco di quelli dove si spara… che forse se io sapessi giocare piacerebbe anche a me, ma la soglia di diventare brava è troppo alta. Meglio così del resto.

Clash Royale: ‘sti cazzi che non so giocare, gli ho vinto un po’ di battaglie e chest annessi e gli ho fatto avanzare di livello la valchiria. Ma non glielo dico che è meglio.

Clash of Clans: INFATUAZIONE! Maremma come sono debole… per evitare che ci sto attaccata troppo, passerò in ufficio la maggior parte del tempo e lo controllerò solamente al mattino e alla sera (tanto per fare collect di soldi e elisir basta farlo ogni 10-12 ore, che non va perso). Però ho già un piano:

  • Nel Bilder’s Block devo prima migliorare la miniera, poi costruire un cannone, poi (a seconda di come è la situazione soldi ed elisir) costruire o muro o deposito di elisir. Lo scopo finale è rinnovare la miniera di gemme per cui serve 120k elisir. Al momento, il massimo storage è 100k. Rinnovare la miniera di gemme serve a avere gemme, con cui si comprano i builder blocks (che sono quelli che fanno i lavori: più builder, più veloce vanno i lavori).
  • Nel Campo Principale: migliorare il migliorabile, ovvero: la torre degli arcieri e i vari cannoni. Poi far avanzare di livello il “Municipio” (non mi viene il nome, sicuramente non è municipio, ma qualcosa di più guerresco). Quando è rinnovata la miniera di gemme (chissà, forse tra un mese sarà fatto? Boh!) allora costruire i builder blocks fino al massimo…

Questa mia passione per l’ottimizzazione mi rende facilmente dipendente da queste cose… ma è una ottimizzazione fasulla: la vera ottimizzazione riguarda la mia situazione reale e invece di farmi prendere da questi giochi devo pianificare la mia strategia nella realtà lavorativa…

Altro pensiero: se questi giochini mi prendono a questo modo, cosa possono fare su dei bambini? Soprattutto quelli un minimo intelligenti, è ovvio che li entusiasmino troppo (sono anche ben curati graficamente, uno si incanta a guardare le attività e anche la colonna sonora e la musica sono azzeccatissime… certo che deve essere un bel lavoro mettere insieme una roba simile. Bravi a quelli della Supercell, anche se non useremo mai soldi veri per “comprare gemme” o altro. Che se uno comincia a usare i soldi veri per questi giochi poi davvero non smette più, e dilapida un patrimonio… Mio figlio mi chiedeva insistentemente “Mamma per favore compriamo una volta sola!!!” ma io lo so, se glielo concedo una volta poi ci sarà una seconda, una terza… ho provato a spiegare che questo è solo buttare i soldi e far crescere una dipendenza come da droga (ricordiamo Il Giocatore di Dostojevski?), lo ripeto ogni volta che lo chiede, spero che a furia di ripetere gli entri in testa.

Difficile destreggiarsi in questo mondo moderno, pare che si possa fare tutto, che sia tutto facile e che i bambini siano di default migliori di quelli di una volta, invece uno deve continuare a lottare per farli crescere bene, continuare a dire i “No” giusti… in teoria ci sono un sacco di possibilità in più ma anche di pericoli diversi da prima, insomma fare il genitore non sarà facile mai…