Osservo

Il semestre, dicevo, è iniziato.

Stavolta “mi hanno promosso” a tenere il corso successivo, e, lo confesso, all’inizio pensavo “Ma dovrò prepararmi di più?”

La risposta è “Probabilmente no”.

Il ripercorrere le basi, i fondamenti così a lungo ha fatto sì di fissarli nella mia mente, chiari come mai prima d’ora. Il dover spiegare ad altri fa in modo che, prima, io chiarisca a me. Consciamente.

Ed è bellissimo tutto ciò.

Inoltre, il lato affettivo/sociale: gli studenti che mi hanno avuto nel semestre passato, tanti mi hanno scelto di nuovo. Tanti che erano bravi, intendo.

E questo vuol dire una cosa sola: che traggono profitto dal mio modo di spiegare. Che, probabilmente, fa’ risparmiare loro tempo, o placa in parte la loro sete di conoscenza. Adoro quando mi fanno le domande e davvero vogliono sapere la risposta, quando magari non hanno capito e poi li vedi dagli occhi che la cosa si chiarisce… è qualcosa che da una carica notevole. Penso: “C’è speranza“, “Sto facendo qualcosa di utile“, “Questi ragazzi hanno talento e determinazione da vendere”, “Continuate così, entusiasti e determinati, vivete al meglio la vostra vita, con la stessa serietà con cui vi impegnate adesso“.

 

 

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Oggi, sopravvissuta (e non è ancora finita)

Avete presente il detto “Non no tempo nemmeno per sputare in terra?”

Lo so, è greve, ma è quello che è stato oggi. Un continuo. 6 ore di lezione, pausa pranzo saltata che è arrivato uno studente a chiedere per il Senior Project (ma mi sa che non lo prendo, non riesco a seguirne due oltre a tutti gli altri), poi i graders, poi viene ora di andare e io mangio il pranzo portatomi da casa per strada, praticamente…

Alla fine della sesta ora mi fiondo a prendere i bimbi che, dopo scuola, mi aspettano al bar del campus, visto che la mia grande può prendere il fratello da scuola. Li trovo contenti. Erano seduti al caldo, vezzeggiati e coccolati dagli studenti e dai gestori… Il lunedì finisco alle 17:30, andarli a prendere alle 16 è impensabile.

Poi, Skype meeting, lavoro.

Poi, fai quello che ti chiede il marito, che ovviamente ha perso le chiavi del suo posto in trasferta di quest’anno… ma ti pare??? Ah…

Poi a casa, di nuovo, prepara da mangiare.

Ora i bambini sono a dormire e io in braghette corte a lavorare, seduta in cucina.

Ho mangiato un po’ troppo, ma non ho male di stomaco. Hurrà 🙂

Ma lo sapete qual è la cosa più dolce? Continue reading Oggi, sopravvissuta (e non è ancora finita)

Sorridere

Sono finalmente tornata a casa, ieri notte, anzi stamattina alle due.

La casa in disordine (ma era preventivato… alla fine non era nemmeno troppo, i bambini hanno risistemato stamani senza problemi) e un sonno sempre troppo breve…

Mi sveglia stamani mia figlia dicendo “Sono sfortunata, mi faccio sempre male” e mi mostra il livido vicino al ginocchio, per via della ginnastica.

Io ancora penso a quanto è stato e a due semplici frasi su Whatsapp: Continue reading Sorridere